Vico Magistretti

designer

Tra i grandi maestri del design e dell'architettura del Novecento, Vico Magistretti ha saputo trasformare la semplicità in una forma di intelligenza progettuale. Nato a Milano nel 1920, è stato uno dei protagonisti assoluti del design italiano, contribuendo a definire un linguaggio essenziale, rigoroso e senza tempo. Celebre la sua affermazione: "La semplicità è la cosa più complicata del mondo", una sintesi perfetta del suo modo di intendere il progetto, dove ogni elemento superfluo viene eliminato per lasciare spazio all'essenza della forma e della funzione.

Dopo gli studi al Liceo Classico Parini, si iscrive nel 1939 alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Durante gli anni della guerra si trasferisce in Svizzera, dove frequenta il Champ Universitaire Italien di Losanna e incontra Ernesto Nathan Rogers, figura determinante nella sua formazione culturale. Tornato a Milano nel 1945, consegue la laurea in Architettura e inizia a lavorare nello studio del padre, che rimarrà il centro della sua attività professionale per tutta la vita. Da qui prende forma una carriera straordinaria, sviluppata con discrezione e continuità, lontana dalle mode ma profondamente influente per intere generazioni di progettisti.

Architettura e design hanno sempre rappresentato per Magistretti due espressioni della stessa disciplina. Dagli edifici residenziali milanesi del dopoguerra ai grandi interventi urbani, fino agli oggetti destinati alla produzione industriale, ogni progetto nasce dalla ricerca di un equilibrio naturale tra funzione, costruzione e forma. La sua idea di modernità non si fonda sull'innovazione fine a sé stessa, ma sulla capacità di creare oggetti semplici, intuitivi e destinati a durare, qualità che hanno reso molte delle sue opere autentiche icone del design internazionale.

La collaborazione con Vistosi si inserisce in questo percorso di continua ricerca sull'essenzialità della forma e sulla qualità della luce. Per l'azienda realizza nel 1970 la collezione Alega, una lampada che interpreta il vetro soffiato di Murano attraverso un linguaggio sobrio ed elegante. La composizione, caratterizzata dalla combinazione tra una base trasparente e un diffusore in vetro bianco, richiama le proporzioni classiche delle lampade tradizionali reinterpretandole con la misura e il rigore tipici del suo linguaggio progettuale. Alega rappresenta perfettamente la poetica di Magistretti: un oggetto privo di eccessi, dove ogni dettaglio risponde a una precisa funzione e dove la semplicità diventa il risultato di una sofisticata sintesi progettuale.

Nel corso della sua carriera Vico Magistretti ha ricevuto alcuni dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui tre Compassi d'Oro – per Eclisse, Maralunga e Atollo – oltre al Compasso d'Oro alla Carriera nel 1994, la Gold Medal della Society of Industrial Artists and Designers (SIAD) e il premio speciale Abitare il Tempo. Le sue opere fanno parte delle collezioni permanenti di istituzioni come il Museum of Modern Art (MoMA) di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra e Die Neue Sammlung di Monaco. Dopo la sua scomparsa, nel 2006, il suo storico studio milanese è diventato la sede della Fondazione Vico Magistretti, che continua a custodire e diffondere un'eredità progettuale capace di dimostrare come la vera innovazione nasca dalla chiarezza del pensiero, dall'onestà della funzione e dall'eleganza della semplicità.

Collezioni realizzate con Vistosi