PUPPET

designer Romani Saccani Architetti Associati

I diffusori di Puppet sono realizzati con un’antica tecnica di soffiatura del vetro all’interno di una gabbia metallica, che imprime sulla superficie una serie di raggi verticali, generando riflessi di luce unici e suggestivi. Nella versione a sospensione, può essere installata come caduta singola oppure in configurazioni multiple, con rosone lineare o tondo a più pendenti. Disponibile anche nelle tipologie da parete e tavolo.

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Con Puppet, va in scena la bellezza.
Uno spettacolo di eleganza, esclusività e artigianalità.

Romani Saccani Architetti Associati

Michele Romani e Mauro Saccani nascono nel 1970 entrambi a Milano. Dopo il diploma in disegno industriale presso l’Istituto Statale d’Arte di Monza conseguono la laurea in architettura presso il Politecnico di Milano nel 1998. Hanno fondato lo studio di Design ROMANI SACCANI ARCHITETTI ASSOCIATI nel 1999. Insieme hanno lavorato alla tesi per la riqualificazione e valorizzazione paesaggistica dell’insediamento storico de “Le cinque corti di Bernate” nel Comune di Arcore premiata come esperienza positiva dalla Regione Lombardia nel 2009. Dopo aver collaborato come freelancers con alcuni studi di Architettura dell’hinterland Milanese ed aver partecipato a vari concorsi sia di designche di architettura (nel 1999 vincono il 3° premio al concorso per la ristrutturazione ed ampliamento della sede del Comune di Ornago con il progetto “Il cubo e la piazza”) oggi sono sempre più rivolti al settore del product design e annoverano tra i loro clienti numerose collaborazioni con aziende di design sia del settore illuminotecnico che del comparto mobile o del complemento d’interni.

Puppet. Tradizione e contemporaneità in movimento

Pulizia estetica, originalità, versatilità e creatività. Puppet è tutto questo. Un invito a giocare e sperimentare con forme e colori. Nel rispetto della tradizione, ma con un segno di preziosa attualità.

Puppet: la poesia dei fili sospesi

Puppet si ispira al fiabesco mondo del "Teatro delle Marionette” dove i personaggi sono poeticamente sospesi ai fili e animati dall’alto dal burattinaio. Il regista, in questo caso, è l’utente finale che può movimentare gli elementi personalizzando la propria scena. La possibilità di regolare a piacimento l’altezza dei vari globi luminosi consente la libera modellazione del lampadario, aggiungendo un valore partecipativo e creativo per l’utente finale. È lui a decidere lo scenario, a impostare la scena, a trasmettere con teatralità il suo gusto estetico.

In Puppet, l’estetica del lampadario a bracci di tradizionale memoria viene destrutturata, alleggerita e movimentata creando un concept totalmente nuovo. L’idea dei designer si gioca sull’illusione di simulare i bracci attraverso il segno grafico dei cavi di alimentazione e cablaggio. La lunga ricerca di un particolare cavo di valore estetico è culminata con la scelta della finitura in tessuto abbinata alla tonalità della montatura.